| Le allergie | ||||
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ACCENNI SUL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO L’organismo animale è sempre pronto a difendersi dagli attacchi esterni di virus, batteri e corpi estranei. Tutti questi agenti infatti stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi e cellule che hanno la funzione di eliminare ogni potenziale pericolo per la salute dell’animale.
![]() ![]() Complesso Antigene anticorpo L’IPERSENSIBILITÀ Si verifica una reazione allergica nei casi in cui la risposta immunitaria dell’organismo è “eccessiva”, le cellule deputate alla difesa riconoscono un antigene come nemico e attivano una risposta che oltre a annientarlo produce dei danni ai tessuti. L’allergia può essere considerata come un funzionamento non corretto del sistema immunitario che si ripercuote a discapito dell’animale stesso danneggiandolo invece che proteggerlo. Generalmente un animale sviluppa un’allergia a più sostanze (allegeni),esiste una predisposizione ereditaria alle allergie e ci sono sostanze che causano allergie più di altre, ma il fenomeno allergia dipende sempre dall’animale, non dalla sostanza. Clinicamente è possibile classificare 4 tipi di reazione di ipersensibilità: Tipo I: immediata (anafilattica) Tipo II: citotossica Tipo III: immunocomplessi Tipo IV: cellulomediata L’ ipersensibilità di tipo I riguarda la produzione di anticorpi (IgE). Abbiamo detto che i granulociti basofili e i mastociti sono ricchi che si legano alle IgE quindi se l’organismo è entrato in contatto con un certo tipo di antigene e ha prodotto delle IgE specifiche per quell’antigene queste IgE si andranno a legare alle cellule. Quando l’antigene entrerà nuovamente nel corpo dell’animale andrà a sua volta a legarsi con le IgE attaccate ai basofili e ai mastociti determinando il rilascio da parte di queste cellule di istamina e delle altre sostanzeche causano l’allergia. Esempi classici di ipersensibilità di tipo I sono l’orticaria, la reazione da puntura di insetto, lo shock anafilattico e l’allergia alimentare. Questa reazione prevede una prima entrata in contatto con un antigene che sarà asintomatica (esempio: prima puntura di insetto). Al momento del secondo contatto invece avverrà il rilascio di istamina e altre sostanze responsabili del fenomeno allergico. La reazione sarà molto rapida, più o meno grave e durerà alcune ore. Le prime cellule che raggiungeranno la zona interessata sono i granulociti eosinofili e neutrofili che cercheranno di arginare il processo, faranno seguito tutte le altre cellule citate precedentemente. L’ ipersensibilità di tipo II riguarda la produzione di IgG e IgM che si legano all’antigene, questi legami possono formare delle particelle tossiche per i tessuti. Un esempio è il pemfigo: malattia autoimmune del cane e del gatto. Nell’ipersensibilità di tipo III si ha la formazioni nel circolo sanguigno di immunocomplessi formati da antigene-anticorpo (IgG,IgM) che sono in grado di richiamare i granulociti neutrofili. I neutrofili attivati producono sostanze che danneggiano i tessuti. Esempi di ipersensibilità di tipo III sono il lupus eritematoso sistemico (malattia autoimmune del cane) e l’ipersensibilità ai batteri. L’ ipersensibilità di tipo IV non coinvolge gli anticorpi. Un antigene entra in contatto con le cellule deputate alla difesa dell’organismo che lo inglobano, lo espongono sulla loro superficie e lo presentano ai linfociti T sensibilizzati che una volta attivati dalla presenza dell’antigene rilasciano delle sostanze (linfochine) che danneggiano i tessuti. Un esempio di ipersensibilità di tipo IV è l’allergia da contatto e da puntura di insetto. I primi tre tipi di ipersensibilità sono “immediati”, occorrono da alcuni minuti a poche ore perché si verifichino le lesioni tissutali. Il tipo IV invece è detto ritardato in quanto occorrono dalle 24 alle 72 ore prima che la reazione si manifesti. SINTOMI GENERALI Le sostanze che provocano allergie sono generalmente proteine e carboidrati e possono trovarsi in qualsiasi cosa compreso il cibo. A seconda di dove ha luogo la reazione di ipersensibilità e da quanti anticorpi e linfociti sono coinvolti le conseguenze possono variare da episodi improvvisi, pericolosi per la vita dell’animale a episodi ritardati che provocano infiammazione in una sola parte del corpo. La maggior parte dei cani inizia a manifestare segni allergici tra 1 e 3 anni di età, pochi cani primadei 6 mesi e dopo i 7 anni. I sintomi generali dell’allergia dipendono dall’effetto delle sostanze rilasciate dalle cellule e abbiamo detto interessano diversi organi del corpo.
L’istamina provoca costrizione delle prime vie dell’apparato respiratorio (trachea, faringe…) causando difficoltà respiratorie asma e tosse. Quando gli allergeni sono diffusi in tutto il corpo e questa alterazione dei vasi interessa anche vene e arterie di calibro maggiore si verifica lo shock anafilattico con riduzione del flusso sanguigno al cervello e estremità del corpo pallide e fredde in quanto tutto il sangue si distribuisce ad alcuni organi, in particolare il fegato nei cani e i polmoni nei gatti (organi di shock). Lo shock anafilattico può essere provocato da punture di insetti come api e vespe. L’otite esterna si manifesta generalmente in cani che hanno già altre allergie, è frequentemente associata all’allergia alimentare, difficilmente all’allergia da morso della pulce e può addirittura essere l’unico sintomo di allergia alimentare. L’animale con otite esterna scuote e si sfrega la testa e si gratta spesso entrambe le orecchie che possono gonfiarsi e la pelle ispessirsi così da occludere parzialmente il canale auricolare. Sono frequenti le infezioni secondarie da altri batteri e soprattutto lieviti Malassezia. Alcune sostanze presenti nei prodotti usati per il trattamento delle orecchie possono causare allergia, è quindi importante tenere l’animale sotto controllo durante il trattamento. Per quanto riguarda i sintomi gastrointestinali è importante distinguere l’intolleranza alimentare dall’allergia. L’intolleranza si manifesta al primo contatto, non comprende la risposta immunomediata ma consiste nell’incapacità di digerire un certo alimento, si verifica anche negli uomini adulti che non riescono più a digerire il latte perché non producono più le sostanze necessarie. L’allergia invece prevede un primo contatto con l’allergene e lo scatenarsi del meccanismo spiegato in precedenza con alterazione di permeabilità della parete dell’intestino che non è più in grado di riassorbire correttamente i liquidi e le sostanze nutritive. ESEMPI DELLE ALLERGIE PIÙ FREQUENTI Dermatite allergica da pulci ![]() È la causa più comune di prurito e grattamento nei cani e nei gatti. Quando la pulce morde il vostro animale inietta nella cute una piccola quantità di saliva. Cani e gatti possono sviluppare reazione allergica ad una proteina contenuta nella saliva che causa forte prurito. Questa sensazione pruriginosa può durare sino a due settimane dopo l’ultimo morso della pulce. Spessonon è possibile osservare la pulce perché l’animale leccandosi e mordicchiandosi la caccia via prima che sia possibile vederla. Le lesioni sono rappresentate da dermatite simmetrica bilaterale su dorso e regione lombosacrale, coscia caudale, inguine,ascella, metà caudale del corpo; papule ( piccoli noduli che contengono pus), perdita del pelo (alopecia), eritema,iperpigmentazione, noduli pruriginosi. Allergia alimentare
Dermatite atopica
La dermatite atopica è una predisposizione ereditaria a sviluppare dei sintomi allergici dopo ripetute esposizioni ad alcune sostanze altrimenti innocue: polvere, acari della polvere, erbe e pollini.
Dermatite da contatto La dermatite da contatto è una reazione di ipersensibilità del tipo IV che quindi non prevede la produzione di anticorpi ed è ritardata: non compare subito immediatamente dopo il contatto con l’allergene. Le manifestazioni dipendono dalla durata e dalla frequenza dei contatti, dalla concentrazione degli allergeni e dallasensibilità dell’animale. Il tempo incubazione variada alcune settimane a diversi anni. Tutti i materiali possono causare dermatiti allergiche da contatto. I sintomi riguardano principalmente la regione in contatto con l’allergene e sono alopecia, eritema, papule, iperpigmentazione, essudazione e otite esterna; allergie da contatto a sostanze contenute negli shampoo provocano una forma generalizzata. Diamo particolare importanza alla dermatite da contatto causata dalle ciotole in plastica usate per cani e gatti che sono in grado di causare gravi lesioni alle labbra e alla bocca dei nostri animali. Ipersensibilità agli stafilococchi Gli stafilococchi sono dei batteri presenti sia sulla pelle sana che sulla pelle ammalata. Gli stafilococchi non causanonecessariamente una dermatite, in effetti sono degli "abitanti" normali della pelle di uomo e animali. Sino a quando la pelle è intatta gli stafilococchi non causano nessun problema, nel caso di irritazioni o piccole ferite si possono moltiplicare rapidamente. La maggiore causa di irritazioni della cute è il grattarsi. Ogni situazione che è collegata ad un prurito può dare sfogo poi aduna dermatite da stafilococchi. Le cause maggiori sono le allergie (pollini, acari) e l’infestazione da pulci. Le lesioni causate da stafilococchi sono piuttosto tipiche, in alcuni casi si crea una zona di arrossamento circolare con u na pustola nel centro in altri casi una zona circolare con perdita di pelo nel centro ed una piccola crostasui bordi (da non confondere con una dermatite micotica). La diagnosi viene eseguita tramite analisi batteriologica del contenuto di una di queste pustole. Il trattamento di una dermatite del genere avviene in linea di massima attraverso una cura antibiotica tenendo presente che gli stafilococchi spesso sono resistenti ad alcuni antibiotici cosicché la cura può durare dalle 3 alle 6 settimane, in alcuni casi si può favorire la guarigione facendo dei bagni con uno shampoo antibatterico. Molto importante è eliminare la causa del prurito che sta all'origine di questo circolo vizioso, visto che le cause possono essere molteplici spesso è necessario eseguire delle analisi supplementari. Questo tipo di dermatite non è contagiosa né per l'uomo né per gli altri animali. In caso di recidive non appena si termina la cura di antibiotico si parla di ipersensibilità agli stafilococchi, in questo caso esistono dei vaccini che si possono somministrare ca. 2 volte alla settimana per alcuni mesi e nei 2/3 deicasi si assiste ad un miglioramento importante dei sintomi. ![]() DIAGNOSI Il primo sospetto di allergia lo abbiamo di fronte ai sintomi che però non sono specifici, non ci indicano se effettivamente sitratta di allergia e soprattutto qual è l’allergene che la scatena. Esistono dei test sierologici di laboratorio che con un prelievo di sangue ci permettono di sapere se il nostro animale è allergico e soprattutto a cosa. In alcuni casi prima di effettuare l’esame di laboratorio si procede per esclusione eliminando se possibile i possibili allergeni. È il caso soprattutto delle allergie alimentari,esistono infatti in commercio alimenti ipoallegenici che devono comunque essere somministrati per lungo tempo per avere la conferma della diagnosi con la scomparsa dei sintomi, e per tutta la vita per evitare nuove manifestazioni. TERAPIA Il trattamento che dà effetti immediati senza però risolvere il problema è l’iniezione di cortisone che determina la scomparsa del prurito e delle lesioni cutanee in quanto è un potente antinfiammatorio che blocca la produzione deglianticorpi e delle sostanze rilasciate dalle cellule che causano l’allergia. Una volta esaurito il suo effetto però l’allergia ritorna. Un secondo metodo è quello di evitare il contatto del nostro animale con l’allergene: trattamenti preventivi contro le pulci dell’animale e dell’ambiente, sostituzione di materiali che provocano dermatiti da contatto (ciotola in plastica ) e correzione della dieta sono alcuni esempi. Una terza possibilità consiste nello svolgere una terapia di desensibilizzazione a seguito dei test sierologici, questa terapia infatti è possibile solo se conosciamo con esattezza quali sono gli allergeni da combattere e prevedel’iniezione sottocutanea di siero “desensibilizzante”. Questa terapia richiede tempi lunghi e costi importanti ma generalmente permette di ottenere buoni risultati. Esistono inoltre alcune sostanze antinfiammatorie come gli acidi grassi omega 3 e gli antistaminici che sono in grado di ridurre le manifestazioni respiratorie e cutanee e di calmare il prurito. Per quanto riguarda la cura omeopatica delle allergia non siamo ancora in grado di darvi informazioni precise sulle modalità di trattamento e sulle possibilità di riuscita. Dr. Roberto Mossi, medico veterinario Centro veterinario alla Ressiga 6512 Giubiasco |


















































